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Leggio 1

Etruschi

Nonostante rappresentasse uno dei presidi di controllo del confine orientale del Contado Fiorentino, alle soglie del 1300, Pelago aveva in parte perso la sua funzione di Castrum militare, con le relative attenzioni difensive, in favore di una più distesa vocazione economica in qualità di mercatale.

Tale mutamento rappresentò un grave pericolo nel 1359: nel marzo di quell’anno il Capitano di Ventura Corrado Wirtinger di Landau, detto Conte di Lando, si riaffacciò con i suoi temibili mercenari nel Contado Fiorentino, da lui devastato qualche anno prima.

Firenze per evitare una nuova distruzione degli apparati produttivi, decise di fortificare i castelli del suo Contado.

Per il suo confine orientale, inizialmente Firenze decise di fortificare i castelli di Sant’Ellero e Magnale (poco lontani da Pelago e sotto il controllo diretto di Vallombrosa), incaricando Simone Peruzzi Vicario della Valdisieve di gestire i lavori.

Ma quest’ultimo rispose disperato a Firenze, scrivendo che “le cose sono tutte sgangherate (…) e i popoli deputati a fortificare Sant’Ellaro e Magnale non ànno voluto obbedire al capitano di là, anzi dissero (di venire) a la Signoria vostra a procacciare (cioè di venire loro ad eseguire i lavori)

Per questo motivo e forse per difendere l’importante mercatale, fu deciso quindi di fortificare Pelago.

I lavori furono sia di carattere ordinario che straordinario: sistemazione di infrastrutture in legno sulle mura; rimondatura dei fossati, risistemazione delle cinte murarie (forse anche creazione/potenziamento di una terza cinta muraria) e fu ristabilita una zona di rispetto fra il Borgo e la Prima cinta di mura.

Pelago doveva essere a quel punto un grandioso Mercatale Fortificato.

Nel corso dei secoli ci fu sempre meno attenzione alle strutture di difesa militari e queste, come ad esempio le cinte murarie, furono utilizzate (come base per la costruzione di edifici civili) per costruire edifici civili.

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